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Le colonie di Calambrone
In questo scenario il complesso del Calambrone si colloca come un esempio socio-culturale e storico-architettonico di grande rilevanza. Questa colonia nasce con l’obiettivo di stimolare interesse per la zona, aumentando i flussi turistici e valorizzando la presenza della Città del cinema di Tirrenia.  Si tratta della fondazione di una cittadella dedicata all’infanzia, isolata dal tessuto urbano di Pisa e organizzata in modo da essere autonoma in quanto attrezzata di un centro servizi con annesso: chiesa, lavanderia, magazzini, centrale termica e autorimessa.
 
Il disegno urbano dell’intervento si sviluppa in modo armonioso e asseconda l’andamento curvilineo della costa mantenendo una continuità con gli assi appartenenti alla struttura ottocentesca della vicina Marina di Pisa e di Tirrenia. L’insediamento delle colonie dimostra una forte volontà a mantenere la continuità con le tracce preesistenti in riferimento ai dettami del movimento futurista, enunciati nella Città unica a linee continue, del Manifesto dell’Architettura Aerea. Edifici, spazi pubblici e strutture sono ordinati lungo assi longitudinali e paralleli, convivendo in stretto rapporto con il paesaggio circostante articolato per fasce (la pineta, la fascia dell’Arenile, il mare).
 
Osservando la planimetria delle colonie storiche del Calambrone, si nota l’uso di simboli di stretto valore militare nel disegno in pianta degli edifici: la Colonia Principi di Piemonte ha una struttura planimetrica che ricorda un aereo militare puntato in direzione del mare; la Colonia Vittorio Emanuele II, il cui disegno in pianta ricorda un bambino a braccia sollevate, logo della Campagna Antitubercolare; la Colonia Regina Elena, effigie di un enorme fascio littorio.
 
Secondo una schematizzazione teorica, le colonie si rifacevano principalmente a quattro categorie compositive: a villaggio, a torre, a monoblocco e a pianta aperta. Questa ultima tipologia è riconducibile alla Colonia Rosa Maltoni Mussolini , progettata da Angiolo Mazzoni Del Grande tra il 1925 e il 1926 e realizzata per le FF.SS e l’ODA tra il 1932 e il 1933 con un successivo ampliamento tra il 1934 e il 1935. La colonia infatti è composta da volumi regolari articolati senza criteri di simmetria ed è caratterizzata da elementi architettonici propri dell’architettura futurista come il dettaglio dei corpi scala che avvolgono con forma elicoidale il cilindro dei depositi idrici, enfatizzandone la dinamicità del disegno.
 
A proposito di questa opera di Angiolo Mazzoni Del Grande , Marinetti scrive  nella Gazzetta del popolo del 19 agosto del 1933: “Il grande valore architettonico lirico di un tono di colore genialmente indovinato appare nella Colonia Marina di Calambrone. Da lontano nel verde intenso della pineta, splende, plastico e volumetrico, l’arancione caldo degli edifici scolastici che sporgono i parallelepipedi delle loro lunghe balconate. Non meno piacevole è il cinabro dei finestoni. Identico al primo è l’arancione dei serbatoi d’acqua cilindrici, ognuno stretto spiralicamente da una scala di cemento grigio piombo. All’interno ariosi e radiosi stanzoni per bambini con letti di corallo e porte rosa; grandi cucine oltremare con fulgore metallico di caldaie, alte vetrate e alti soffitti. Il fasto d’un tramontante sole d’oro massiccio, sul mare d’argento guizzante, idealizzo stupendamente, durante la visita, i toni arancione e cinabro realizzati da Mazzoni. Dall’alto questa opera rivela la potenza inventiva del suo autore attento e felice sempre dell’organicità dei servizi e nel giuoco utile e lirico dei volumi. Senza staticità e senza monotonia. Amico dei metalli, delle ampie vetrate e sempre elasticissimo, l’architetto futurista Angiolo Mazzoni è senza dubbio il più adatto a risolvere il complicato e costoso problema del rinnovamento degli edifici pubblici in Italia”.
 
Gli edifici delle prime colonie marine del Calambrone sono state realizzati tra il 1932 e il 1940 e sono, oltre alla Villa Rosa Maltoni Mussolini: la Colonia Firenze progettata dall’ingegnere Ugo Giovannozzi nel 1931 e realizzata tra il 1931 e il 1932; la Colonia Principi di Piemonte progettata dall’ingegnere Baldi Papini di Pistoia nel 1932 e realizzata tra il 1932 e il 1933; Colonia Regina Elena progettata da Ghino Venturi nel 1931 e realizzata tra il 1932 e il 1933; Centro Servizi del Calambrone, progettato da Ghino Venturi nel 1932 e realizzato tra il 1932 e il 1934; Colonia Fasci Italiani all’Estero (FIE) progettata dagli architetti romani Mario Paniconi e Giulio Pediconi nel 1933 e realizzata tra il 1934 e il 1935 con un successivo ampliamento nel 1937; Colonia Vittorio Emanuele III, progettata dall’ingegnere Gino Steffanon dell’Amministrazione Provinciale di Pisa nel 1933 e realizzata tra il 1934 e il 1938; Colonia Marina Costanzo Ciano progettata dagli ingegneri Gregorio Birelli e Dagoberto Ortensi nel 1939 e realizzata nello stesso anno.
 

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