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Calambrone, il terzo polo del litorale pisano.

Intervista a Giuseppe Sardu,

Assessore all’Urbanistica e all’Edilizia Privata del Comune di Pisa

A cura di Monica Moschini 
 

Assessore, perché avete voluto un progetto di riqualificazione a Calambrone?

Il rilancio del litorale pisano rappresenta un punto importante del programma del nostro mandato. Il progetto intrapreso prevede di affrontare e risolvere i problemi urbanistici di due aree: a nord, il recupero dell’area di Bocca D’Arno dove sorge la fabbrica di idrovolanti ex Motofides, ormai dimessa, che sarà convertita a porto turistico e che rappresenterà il punto di ingresso al litorale da nord; a sud, la riqualificazione dell’area delle colonie di Calambrone, che a partire dagli anni ’60, dopo la graduale chiusura delle attività, ha conosciuto un periodo di progressivo degrado. Per quanto riguarda il primo progetto, siamo in dirittura d’arrivo per la procedura urbanistica e siamo in fase di valutazione dell’impatto ambientale per la realizzazione del nuovo porto. Per quanto riguarda l’area delle ex colonie, in intesa con il Parco Migliarino San Rossore Massaciuccoli, abbiamo provveduto alla sistemazione complessiva dell’area con una nuova programmazione che sta dando i suoi frutti. 

Che tipo di servizi sono previsti per i nuovi abitanti di Calambrone?

Il Comune ha già investito molti milioni di euro in quest’area, ad esempio per la ristrutturazione della colonia ex Virgo Fidelis, che un tempo ospitava gli orfani dell’arma dei Carabinieri, e che è stata trasformata in un moderno e funzionale complesso scolastico per la scuola materna ed elementare, con tutte le attrezzature necessarie (ndr la scuola prima aveva sede in un’altra colonia, la ex Vittorio Emanue II)

Per ciò che riguarda il programma di riqualificazione, è previsto il recupero e il potenziamento dell’ex Centro Servizi, un complesso di strutture dove un tempo erano collocate, a fianco della chiesa, i servizi tecnici delle colonie (uffici, mensa, caldaia, lavanderia), e dove il progetto prevede di organizzare il vero e proprio cuore della nuova città, con la chiesa ristrutturata, spazi pubblici attrezzati, uffici, attività commerciali.  

Che significato ha il progetto di riqualificazione di Calambrone per la città di Pisa?

Il progetto di Calambrone ha un grande importanza per la città di Pisa, perché offre risposte importanti su due versanti: lincentivazione della capacità di attrazione turistica del litorale pisano dal punto di vista culturale, sportivo e balneare; l’ aumento dell’offerta residenziale, principalmente per la prima casa, rivolte a famiglie, giovani e anziani. È importante precisare che, per evitare di riqualificare Calambrone solo dal punto di vista dell’offerta turistica, che limiterebbe la frequentazione a solo pochi mesi l’anno, è stata applicata la Variante al piano strutturale che aggiunge a pari misura l’elemento residenziale che garantisce lo sviluppo di strutture per servizi e commercio. In questo modo si viene a costituire un vero e proprio centro urbano, autonomo, vivace e abitabile tutto l’anno.  

Perche’ si e’ costituito il Consorzio Nuovo Calambrone ?

Due sono le principali ragioni che hanno determinato la nostra scelta di favorire e sostenere la nascita di un consorzio tra tutti gli operatori privati interessati allo sviluppo di Calambrone: innanzitutto il recupero delle colonie e la realizzazione di nuovi insediamenti residenziali richiede una notevole quantità di investimenti anche per ciò che riguarda le opere di urbanizzazione primaria e secondaria. Inoltre si è reso necessario definire un progetto di riqualificazione dell’area unitario, caratterizzato da una forte impronta culturale. Mi spiego meglio: quando abbiamo rivisto la strumentazione urbanistica di Calambrone, abbiamo voluto per la prima volta introdurre lo Statuto del Territorio uno dei nuovi strumenti previsti dalla Regione Toscana. Con questo strumento si individuano a priori quali sono le caratteristiche essenziali di una porzione specifica di territorio, dal punto di vista strutturale, ambientale e storico, che dovranno essere assolutamente preservate. In altre parole abbiamo identificato gli elementi progettuali che dovranno essere comuni a tutti gli interventi, sia pubblici che privati.

Per rispondere a queste due esigenze, è stato costituito un Consorzio che raggruppa tutti gli operatori sotto un unico progetto che riguarda la realizzazione a scomputo delle opere di urbanizzazioni necessarie. Ciò significa che verranno affrontate con un progetto coordinato e unitario, ad esempio, la sistemazione complessiva del viale Tirreno, la realizzazione della pista ciclabile, dell’arredo urbano, della fascia verde, di un eventuale impianto di teleriscaldamento. In questo modo si può affidare ad un unico progettista il coordinamento di tutte queste opere permettendo di coordinare le modalità di intervento e i tempi di realizzazione.
 

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